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SabrinaSasso

sabrina sasso

Sono Sabrina Sasso e sono certa di essere nata a Milano, perché i documenti me lo confermano.

…C’è una diatriba sulla data: non si sa se sono nata poco dopo da mezzanotte tra il 18 ed il 19 febbraio o tra il 19 ed il 20. Le spiegazioni sono tutte “no, cioè..”, “sì, era il 19… ma non mi ricordo se prima o dopo…”.
Sono traumi. Anche perché cambia tanto, il 19 sarei dell’acquario, il 20 dei pesci. Ma a me il pesce non piace, quindi sono nata il 19 febbraio. Argomento chiuso.
Posso definirmi nomade. Fino a 22 anni vissuta tra Milano e Caracas, due città completamente agli antipodi, come paragonare il ghiaccio e la lava. Da qui la mia flessibilità nei pareri, la mia estrema tolleranza con chiunque. Quando hai visto gente correre per salire su un tram ed altri prendere una carretta di ferro con tutta la flemma del mondo, beh, non sei più la stessa.
A 19 anni vado a vivere da sola, ma la pacchia finisce piuttosto presto: a 23 sono già mamma ed a 27 replico.

Sabrina Sasso

In quel periodo vivevo a Palermo e professionalmente la mia carriera è sfolgorante: da semplice casalinga a casalinga e mamma. Ma io non sono il prototipo della desperate housewife e gli interessi che coltivo sono parecchi. Mi piacciono la musica, i libri, la politica, la gente. E, comunque, i miei figli erano due pesti, c’era poco tempo per scialare.
Successivamente nasce l’esigenza di rientrare nel mondo del lavoro e, rendendomi conto dei profondi cambiamenti che si sono succeduti, imparo ad usare il pc aggiornandomi, nel contempo, in fatto di novità nei settori professionali che mi interessano. Ed a questo punto divenire un’impiegata è un attimo. A tutte queste sono d’istanza a Modena.

Se non l’avete capito, mi piace scrivere. Forse perché mi piace leggere. O viceversa. Su Splinder tenevo un blog discretamente seguito, pitunpi.splinder.com “Voglio capire se ne è valsa la pena” da cui prende il nome il mio libro, poi Splinder è fallito. Ciò vuol dire che, tra le decine di piattaforme che potevo scegliere ho beccato quella scalognata.
Dalle ceneri di Splinder è nato da poco pitunpi.blogger.com, “La finestra dal treno”, che è la voce di una fidanzata pendolare a cui capita di tutto e a cui vengono i pensieri più bizzarri. Spesso specchio di quello che mi circonda e cassa di risonanza dei sentimenti, delle emozioni che provo.
Sono una che dice ciò che pensa e, se non può dirlo, lo scrive. A volte scrivo e dico più di quello che dovrei. Sono proprio un’acquario.

Sabrina Sasso

20 e 29
Il 20 maggio non ero in casa. Dormivo, più o meno beata, in quel di Varese. Mi ha svgliata di soprassalto mia figlia dicendomi: qui c’è il terremoto!
Il terremoto. Nel torpore del dormiveglia non lo concepivo e sfido chiunque a percepire d’un colpo cosa vuol dire, davvero, un evento così terribile.
Passando i giorni, passava la paura e tutti, me compresa, ci siamo detti che quella brutta scossa era arrivata e andata via, per non tornaremai più. Laterra non trema, perdio, la terra è fatta per stare ferma. Se poi,per caso, sussulta, beh, lo fa una volta sola.
Questo credevo io ed altre migliaia di persone che, anni addietro, avevano ripetuto “poverini” all’indirizzo degli aquilani, senza sapere veramente cosa volesse dire subire un terremoto.
Sono andata a letto con i miei figli la sera del 28 maggio. Ci siamo “accampati” in sala, sui divani e in letti di fortuna perché, non so, ma un po’ di “strano” c’era nell’aria.

La notte del 29 ho dormito bene, davvero bene. Ed è stato un doppio trauma quando, alle 9, ho sentito quella cosa mostruosa che mi si muoveva sotto il divano, che lo spostava.

Ecco cos’è il terrore, mi sono detta. E nulla più, d’allora, m’interessa delle cose materiali che ho lasciato in una casa che ho considerato mia per anni.
Il terremoto cambia, radicalmente, la prospettiva delle nostre vite e dei nostri pensieri.

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Io, Sabrina Sasso, confermo essere questa la pagina della mia biografia ufficiale, autorizzata, unica, esclusiva … ecc…ecc…bla..bla…